
Wikipedia così definisce il
crowdsourcing (
crowd + outsourcing) : neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet.
Recentemente, a seguito della lettura di un trafiletto della versione italiana della rivista Wired, mi sono imbattuto nel sito
The Sheep Market.
L'idea di fondo è stata quella di utilizzare la piattaforma
Mechanical Turk di Amazon per chiedere ai telelavoratori di disegnare tramite un apposito tool online una pecora col muso rivolto a sinistra, per un corrispettivo di 2 centesimi di dollaro a disegno!
I turkers (
telelavoratori non specializzati, disposti a svolgere piccoli lavori nel tempo libero) hanno risposto in massa all'appello riempiendo nell'arco quaranta giorni un database con diecimila varianti dell'ovino.
Chiuso il progetto, il sito ha messo in vendita i disegni in set collezionabili (
di 20 sticker con certificato di originalità!) a 20 dollari ciascuno.
Ovviamente, a parte l'aspetto economico - a fronte di un costo di 20 dollari, il sito ne ha guadagnati 10.000 - questa iniziativa ci fa riflettere sulle enormi potenzialità del crowdsourcing a cui le aziende possono accedere per sviluppare nuovi prodotti e servizi a costi estremamente contenuti.
E' sempre più evidente che il
web 2.0 offre alle imprese potenzialità enormi di dialogo e creazione di valore assieme agli utenti della rete. Questo però non significa che tutti i progetti avranno successo; servono
idee innovative, anche semplici ma con un forte impatto mediatico e che sappiano ispirare sensazioni positive quali la simpatia e la passione.