Con dilettanti.com (titolo originale: The Cult of The Amateur) nel 2009 ha introdotto una nuova
visione del web 2.0 e ha stimolato un acceso e profondo dibattito tuttora
aperto . Sto parlando di Andrew Keen, l’anticristo della Silicon Valley, colui
che – senza indugi e senza remore- ha
cavalcato , (inizialmente) quasi solitario e in modo alquanto radicale, un punto
di vista apparentemente minoritario.
Il pensiero di Andrew Keen si basa sulla demonizzazione del
web 2.0, inteso come fenomeno che intensifica la produzione (esponenziale) di
contenuti amatoriali e gratuiti, di informazioni spesso poco affidabili, notizie
rielaborate e distorte, di bassa qualità.
Keen scrive di un
ambiente invaso da nuovi
“pseudo-intellettuali” , copywriter cultori del mush-up la cui
azione in rete – per via del processo di democratizzazione innescato dal web
2.0 – minaccia il diritto d’autore e la proprietà intellettuale, con
inevitabili danni al patrimonio culturale ed economico.
Con la
pubblicazione di Digital Vertigo, Andrew Keen ricomincia a far parlare di se
(in realtà ha continuato a farsi sentire … e tanto); il nuovo libro,
da molti interpretato come un attacco agli imprenditori ragazzini della “rivoluzione
social” - Zuckerberg in primis – evidenzia le grandi contraddizioni
dell’epoca dei social network (e non solo), una provocazione che conduce il
lettore (soprattutto se addetto ai lavori ..) a riflettere su interazione
virtuale e reale, sulla libertà individuale e sulla privacy, su etica e socialità.
Buona lettura!!