15.7.2009 - Luciano Chiaradia

Slang e neologismi del web

Post, link, tag, chat: le parole del web fanno ormai parte del linguaggio quotidiano e arricchiscono enciclopedie e vocabolari.
Negli anni novanta le riunioni cominciarono a chiamarsi meeting, iniziammo a sottoscrivere agreement al posto dei vecchi accordi commerciali, il service level agreement sostituì le condizioni di garanzia, l’elaboratore elettronico venne collocato in hosting e non più noleggiato, le previsioni di vendita si trasformarono in sales pipeline ( eh si … proprio come i gasdotti).

C'è chi narra di  riunioni di presentazione di nuovi Direttori Commerciali, dalla comprovata esperienza presso multinazionali di settore con sede – pardon – headquarter italiano a Milano ( per forza, t’immagini la sede italiana alle Tremiti? ) che esordivano:”da domani, subito dopo il brief con gli area manager, bisognerà predisporre una sales pipeline per le valutazioni di forecast di quarter, procedete pure con la SWOT analysis che dovrà essere inviata ASAP al mio staff ….”. E vai!!! Qualche venditore si aiutava con un dizionarietto tascabile, altri chiedevano aiuto al “venditore secchione”, altri al proprio psicologo...

Era ed è uno slang - formal-business? Che ne dite? - che si consolidava in nome della globalizzazione e si imponeva in nome del top manager ( o pseudo-top , a seconda dei risultati di fine anno quando, in caso di sales flop, i pain erano dolori sul serio e la performance si trasformava magicamente in valigia senza premi e senza benefit).

Il linguaggio del web si evolve e arricchisce di nuove parole secondo una dinamica diversa, quella tipica dei gruppi sociali estesi e si diffonde in maniera spontanea, non per imposizione ma semplicemente perchè utili e interessanti ai fini della navigazione e della interazione.

Neologismi e acronimi si affermano e si diffondono oltre l’esperienza di navigazione e, tra questi, diversi si impongono nel linguaggio comune fino a creare un vero e proprio slang in continua evoluzione.

Come una nuova lingua … parallela … indipendente … esperanto web ?

Non esageriamo! Piuttosto sarà bene ricordare che:

- in internet puoi tranquillamente comunicare nella forma che più ti piace o che ritieni opportuna: saranno gli utenti a giudicarne la qualità e la bontà;

- in internet nessuno ti costringe a utilizzare a tutti i costi un linguaggio e uno stile predefinito anche se la comunicazione è spesso semplificate ed essenziale ;

- in internet il navigatore si sente libero, è selettivo, percettivo, spesso diventa collaborativo e, in quanto tale, è orientato a creare piuttosto che a subire.

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  • michela
    Scritto il 22/3/2011 alle 14:09
    Vi segnalo questo interessante articolo sull' "arabish": http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/03/22/news/arabish-13731711/?ref=HREC1-9